Home › Codice Stradale › Sorpasso dei ciclisti in città: cosa impone il codice che spesso si ignora
Codice Stradale

Sorpasso dei ciclisti in città: cosa impone il codice che spesso si ignora

📅 27 Agosto 2026✍️ di Serena Bellini⏱️ 6 min di lettura

Il sorpasso in città è uno dei momenti più delicati della circolazione, soprattutto quando a essere sorpassati sono i ciclisti. Chi ha la patente conosce bene le tensioni che si generano al semaforo, all’incrocio o in una strada stretta quando un ciclista si trova davanti. Ma cosa dice davvero il codice? Quali sono gli obblighi precisi di chi guida un’auto quando si trova in questa situazione? La risposta sorprende molti automobilisti, perché le regole sono ben precise e contravvenirvi comporta sanzioni significative.

La distanza minima che molti automobilisti ignorano

Quando un auto sorpassa un ciclista, il codice della strada impone una distanza minima di sicurezza. Non si tratta di una linea guida vaga, ma di una norma concreta e misurabile. Secondo l’articolo 148 del Codice della Strada, il sorpasso deve essere effettuato mantenendo una distanza laterale di almeno 1,5 metri. In città, dove gli spazi sono ristretti e le velocità contenute, questa distanza rimane obbligatoria.

La norma nasce da ragioni di sicurezza molto concrete. Un ciclista è esposto a qualsiasi urto laterale e non ha protezioni. Un metro e mezzo di distanza consente all’automobilista di evitare pericoli improvvisi (una buca, un ostacolo) senza rischiare di urtare il ciclista. Eppure, in molte città italiane, è frequente vedere auto che sorpassano biciclette con margini risicatissimi, a volte di pochi centimetri.

Le conseguenze legali sono importanti: chi non rispetta questa distanza è soggetto a una multa da 87 a 345 euro. Se l’infrazione causa un incidente, le responsabilità civili e penali si aggravano notevolmente. Per chi vuole approfondire i dettagli e gli errori più comuni durante il sorpasso, è utile conoscere le regole specifiche del sorpasso che regolano non solo i ciclisti, ma tutti i soggetti vulnerabili sulla strada.

Quando il sorpasso diventa proibito: i limiti legali in contesti urbani

Non tutte le situazioni di sorpasso sono lecite. Il codice stabilisce chiaramente i casi in cui sorpassare un ciclista è illegale, indipendentemente dalla distanza mantenuta. In città, questa casistica è particolarmente rilevante.

Primo caso: il sorpasso è vietato se comporta l’attraversamento di una linea continua di demarcazione stradale. Molti automobilisti salgono sulla linea opposta per sorpassare una bicicletta, ritenendo che sia accettabile data la lentezza del mezzo. Non è così. Se la linea è continua, il sorpasso non è consentito, punto.

Secondo caso: il sorpasso è vietato nei pressi di intersezioni e incroci. Sorpassare un ciclista a pochi metri da un semaforo o da un incrocio espone a pericoli multiformi: altri veicoli in arrivo, cambi di traiettoria improvvisi, visibilità ridotta. Il Codice della Strada italiano prevede che il sorpasso non debba essere iniziato a meno di 100 metri da un’intersezione, salvo diversa segnaletica.

Terzo caso: il sorpasso è vietato se la visibilità è insufficiente. Pioggia, nebbia, scarsa illuminazione notturna: tutte situazioni in cui il sorpasso, soprattutto di un veicolo a due ruote poco visibile, diventa estremamente rischioso e quindi illegale.

Quarto caso: il sorpasso in corrispondenza di strisce pedonali. Se un ciclista è prossimo a una zebra crossing o addirittura la sta attraversando, sorpassarlo significa creare una situazione di caos e pericolo totale, soprattutto per i pedoni. Questa violazione è considerata particolarmente grave dalla giurisprudenza.

La pratica quotidiana e i comportamenti scorretti più diffusi

Nella realtà urbana, i sorpassi non regolamentari ai danni dei ciclisti accadono quotidianamente. Forlì, come molte città italiane, ha registrato un aumento del numero di ciclisti negli ultimi anni, ma non sempre gli automobilisti si sono adattati ai nuovi equilibri della strada.

Il comportamento più frequente è il sorpasso veloce in zone residenziali, dove gli automobilisti tendono a considerare il limite di velocità (30 km/h) come una semplice indicazione e non come un obbligo. Un’auto che procede a 40 o 50 km/h sorpassando un ciclista a distanza ravvicinata è una scena comune, ma illegale.

Un secondo comportamento scorrretto è il sorpasso in zone di traffico congestionato, dove un’auto passa accanto a un ciclista solo per trovarsi di nuovo dietro di esso al semaforo successivo. Questo genere di sorpasso non ha nessuna utilità pratica, ma espone il ciclista a rischi inutili.

Un terzo aspetto riguarda l’aggressività degli automobilisti. Talvolta il sorpasso è accompagnato da clacson, insulti o movimenti minacciosi. Questi comportamenti non sono solo scorretti dal punto di vista morale, ma integrano anche reati come molestie o minacce secondo il codice penale.

Luci rosse, velocità e attenzione ai segnali

La situazione si complica ulteriormente quando il sorpasso accade in corrispondenza di semafori. Molti automobilisti pensano che, poiché il semaforo è rosso o giallo, non sia necessario mantenere la distanza di sicurezza dal ciclista. Sbagliato. Le regole di sicurezza non cambiano in base al colore del semaforo. Chi vuole approfondire le regole specifiche dei semafori gialli e le eccezioni che spesso si trascurano, può consultare una guida dettagliata sulle regole del semaforo giallo.

Il codice, in realtà, impone lo stesso livello di attenzione e le stesse distanze di sicurezza indipendentemente dal segnale luminoso. Se il semaforo è rosso e un’auto sorpassa un ciclista, la violazione della distanza minima rimane una violazione.

Inoltre, durante l’attraversamento di un incrocio semaforico, il rischio aumenta perché entrano in gioco altri fattori: veicoli in arrivo da altre direzioni, pedoni che attraversano, variabilità nel tempo di reazione dei conducenti. In questi contesti, il sorpasso a un ciclista è ancora più pericoloso e, di conseguenza, ancora più strettamente regolamentato.

Responsabilità civile e penale in caso di incidente

Se il sorpasso non regolamentare causa un incidente, le conseguenze diventano gravi. Non si parla più solo di una multa amministrativa, ma di responsabilità civile verso il ciclista (risarcimento dei danni) e potenzialmente di responsabilità penale.

L’automobilista che non ha mantenuto la distanza minima sarà considerato responsabile dell’incidente nella quasi totalità dei casi. Le compagnie assicurative lo sanno benissimo e spesso si rifiutano di coprire i risarcimenti quando il conducente è chiaramente in violazione delle norme di sicurezza.

Se l’incidente causa lesioni al ciclista, si può configurare il reato di lesioni colpose. Se causa la morte, si parla di omicidio stradale. Negli ultimi anni, la legislazione italiana ha inasprito molto le pene per i reati stradali colposi, proprio per aumentare la consapevolezza dei conducenti.

Come comportarsi correttamente: la checklist dell’automobilista

Per sorpassare un ciclista in città nel rispetto delle norme, occorre seguire una procedura precisa. Prima di tutto, verificare che non ci siano ostacoli alla visibilità e che la linea di demarcazione stradale lo consenta. Poi, controllare che non si sia in prossimità di un semaforo, un incrocio o una striscia pedonale.

Successivamente, segnalare l’intenzione di sorpassare con gli indicatori di direzione. Accelerare leggermente, ma senza superare i limiti di velocità urbani. Mantenersi a una distanza laterale di almeno 1,5 metri dal ciclista durante tutto il sorpasso. Infine, verificare che ci sia spazio sufficiente davanti prima di rientrare nella corsia originale.

Se non ci sono le condizioni, il consiglio è semplice: pazientare. Dietro un ciclista che procede a 20 km/h si perdono solo pochi minuti di viaggio, ma si evitano incidenti, multe e conseguenze legali molto più serie.

Conclusioni: una questione di cultura stradale

Il sorpasso dei ciclisti rappresenta un tema chiave della convivenza urbana contemporanea. Le norme esistono, sono chiare e hanno lo scopo di proteggere i soggetti più vulnerabili della strada. Eppure, molti automobilisti le ignorano sistematicamente, sia per fretta, sia per scarsa consapevolezza.

Conoscere le regole è il primo passo. Rispettarle è una questione di responsabilità civile e di sicurezza. Ogni sorpasso effettuato a regola d’arte è un gesto che protegge non solo il ciclista, ma anche l’automobilista stesso, riducendo drasticamente i rischi di incidenti e i conseguenti problemi legali e assicurativi.

Serena Bellini

Serena ha vissuto l'esperienza della scuola guida più volte, seguendo fratelli e amici come tutor informale. Si diverte a semplificare il Codice della Strada per chi lo trova ostico e scrive guide pratiche lette da molti neopatentati. Vive a Forlì con due gatti.