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Codice Stradale

Quali sono le regole del sorpasso nel codice della strada? Gli errori che portano multe salate

📅 20 Luglio 2026✍️ di Serena Bellini⏱️ 8 min di lettura

Il sorpasso è una di quelle manovre che a scuola guida mette sempre un po’ d’ansia. Da tutor informale di fratelli e amici, l’ho vista fare in mille modi — alcuni impeccabili, altri da brivido. La verità è che, fuori dall’esame, il sorpasso resta una procedura complessa: richiede lettura della strada, controllo del traffico, uso corretto degli indicatori e tempi giusti. E il Codice della Strada è chiaro: quando sbagli, paghi, spesso con multe pesanti e punti patente. Ecco la guida pratica per farlo bene, capire dove è vietato, quando è consentito e quali sono gli errori che costano caro.

Le basi normative: cosa prevede il Codice

La cornice di riferimento è l’articolo dedicato al sorpasso del Codice della Strada. La norma stabilisce tre cardini:

  • il sorpasso si effettua normalmente a sinistra;
  • prima di iniziare la manovra bisogna accertarsi che la visibilità e lo spazio siano sufficienti e che nessuno dietro abbia già iniziato a sorpassare;
  • chi è sorpassato non deve accelerare e deve agevolare il rientro del veicolo che esegue la manovra.

A questi principi si aggiungono obblighi concreti: usare gli indicatori di direzione, mantenere una distanza laterale e longitudinale adeguata, rientrare senza tagliare la strada. Le linee guida europee richiamano questi stessi passaggi, puntando sulla previsione del rischio e sul rispetto delle corsie.

Dove il sorpasso è vietato (e perché)

Ci sono punti della rete stradale in cui il sorpasso è vietato in modo assoluto, perché l’insieme di visibilità, spazi e comportamenti tipici rende la manovra intrinsecamente pericolosa. In sintesi, è vietato:

  • in prossimità di curve o dossi con visibilità insufficiente;
  • in corrispondenza o in prossimità di incroci non regolati e aree di intersezione complesse;
  • sui passaggi pedonali e nelle immediate vicinanze quando attraversano persone;
  • in prossimità di passaggi a livello e loro pertinenze;
  • quando la segnaletica verticale impone il divieto di sorpasso o la segnaletica orizzontale (linea continua) non consente il superamento;
  • sulle corsie di emergenza in autostrada o sulle banchine: la corsia d’emergenza non è una corsia di marcia e l’uso improprio è severamente sanzionato.

Ci sono eccezioni specifiche previste dalla normativa (ad esempio nelle rotatorie, agli incroci regolati da semaforo o da agente, o quando si procede sulla strada con diritto di precedenza), ma la regola aurea è semplice: se la visibilità non è piena e la segnaletica non lo consente, il sorpasso non si fa.

Superamento a destra e “sorpasso”: differenza chiave

Una delle confusioni più frequenti tra neopatentati è distinguere il “sorpasso” dal “superamento”. Nel linguaggio del Codice, il sorpasso è la manovra con cui ci si porta su una corsia adiacente o invadendo parzialmente/totalmente la corsia opposta per superare un veicolo davanti, e si effettua normalmente a sinistra. Il superamento è, di fatto, avanzare rispetto ad altri veicoli che procedono su corsie parallele nello stesso senso di marcia, tipico delle strade urbane a più corsie o delle autostrade quando i flussi si muovono a velocità diverse.

Di conseguenza:

  • superare a destra è consentito quando si viaggia su più corsie nello stesso senso e ogni veicolo resta nella propria corsia;
  • sorpassare a destra è vietato, salvo casi particolari come quando il veicolo davanti ha segnalato e sta svoltando a sinistra, posizionandosi correttamente a sinistra della carreggiata;
  • con i tram, per ragioni strutturali della sede stradale, il superamento avviene di norma a destra, salvo eccezioni di sicurezza quando ciò non è possibile.

Questa distinzione, che può sembrare sottile, in realtà evita multe e contestazioni: in presenza di corsie parallele, non c’è “sorpasso” se ognuno resta nella propria corsia. In mancanza di corsie separate, o se si invade la corsia opposta, scatta la disciplina più rigida del sorpasso.

Segnali, strisce e indicatori: la grammatica della manovra

La segnaletica orizzontale e verticale detta le condizioni di base. La linea continua non si oltrepassa, la discontinua lo consente se la visibilità è adeguata. Il cartello di divieto di sorpasso vale per tutte le categorie a cui è riferito (eventuali pannelli integrativi possono limitarlo ad alcuni veicoli, per esempio i mezzi pesanti).

Gli indicatori di direzione non sono un optional. Prima di spostarsi a sinistra, si aziona la freccia con congruo anticipo; la si mantiene durante la manovra e si segnala il rientro a destra quando il veicolo sorpassato è interamente visibile nello specchietto interno. Niente zig-zag improvvisi: gli agenti sanzionano soprattutto le manovre senza preavviso.

Distanze e sicurezza: come calcolare il margine “buono”

Due riferimenti aiutano a evitare errori:

  • distanza longitudinale: prima di iniziare il sorpasso, crea un varco sufficiente rispetto al veicolo davanti per avere spunto senza incollarti al paraurti. Mantieni anche margine con chi segue dietro;
  • distanza laterale: la norma richiede uno spazio adeguato. Le buone pratiche europee raccomandano almeno 1,5 metri nel sorpasso di biciclette e monopattini e più margine con motocicli o pedoni sul margine stradale. Non è solo una questione di cortesia: l’aria spostata dai veicoli può sbilanciare chi è più leggero.

Se non c’è margine, rinuncia e attendi. Un sorpasso abortito in sicurezza vale più di un rischio calcolato male.

Autostrada ed extraurbane: corsia giusta, corsia sbagliata

In autostrada la regola è netta: si marcia a destra, si usa la corsia di sinistra per sorpassare e poi si rientra. Restare stabilmente sulla corsia centrale o a sinistra senza motivo ostacola i flussi e può essere sanzionato come intralcio. In pratica:

  • programmazione: prima di sorpassare, verifica che dietro non stia arrivando un veicolo più veloce sulla corsia di sinistra;
  • accelerazione fluida: supera con decisione ma senza sprint improvvisi che allunghino i tempi di affiancamento;
  • rientro: fallo quando hai ripreso distanza sufficiente e senza “tagliare la strada” a chi è stato sorpassato.

Mai usare la corsia di emergenza per superare code o per “liberare” la sinistra: è una violazione grave, con sanzioni pesanti e rischio di sospensione della patente.

Casi particolari: ciclisti, moto, mezzi lenti, tram

Non tutti i sorpassi sono uguali. Alcune categorie richiedono attenzioni speciali:

  • ciclisti e monopattini: procedono spesso vicino al margine e possono deviare improvvisamente per evitare buche o tombini. Rallenta, mantieni grande margine laterale e supera solo quando hai completa visibilità. Le raccomandazioni europee indicano 1,5 metri come riferimento minimo prudenziale;
  • motocicli: l’effetto scia e i vortici d’aria contano. Sorpassa con progressione regolare, senza stringere in rientro. Evita di farti “tirare” dal loro ritmo: la moto frena e accelera diversamente da un’auto;
  • mezzi agricoli e veicoli lenti: vietato superarli in prossimità di intersezioni o curve cieche solo perché “vanno piano”. Attendi il rettilineo con visibilità ampia e rispetta la segnaletica;
  • tram: di regola si superano a destra. Se lo spazio non c’è e la sicurezza lo consente, sono previste eccezioni per il superamento a sinistra, ma restano casi limite da affrontare con prudenza assoluta.

Le sanzioni: importi, punti e quando scatta la sospensione

Le infrazioni sul sorpasso sono tra le più sanzionate e gli importi vengono periodicamente aggiornati. A titolo orientativo:

  • manovre di sorpasso in violazione della segnaletica o senza condizioni di sicurezza: sanzioni pecuniarie che possono superare alcune centinaia di euro e decurtazione di punti patente (fino a 10 nei casi più gravi);
  • overtaking pericoloso in curve, dossi, incroci non regolati, passaggi pedonali o ferroviari: oltre alla multa, può scattare la sospensione della patente per periodi che, nei casi tipici, vanno da 1 a 3 mesi;
  • uso della corsia di emergenza per sorpassare o eludere code: sanzioni elevate, punti e possibili sospensioni;
  • recidiva in violazioni gravi entro due anni: inasprimento delle misure accessorie.

I dati del settore indicano che la gran parte delle contestazioni nasce da due fattori: mancato rispetto della segnaletica e sottovalutazione delle distanze. Ricorda che per i neopatentati la perdita di punti pesa di più e il rischio di sospensione cresce rapidamente.

Errori comuni che portano multe salate

Nel mio “campionario” da tutor, gli sbagli che vedo più spesso — e che gli agenti puniscono con facilità — sono questi:

  • freccia dimenticata o data all’ultimo: segnalare tardi equivale a non segnalare;
  • rientro brusco: tagliare la strada al veicolo sorpassato è pericoloso e sanzionabile;
  • iniziare il sorpasso senza aver controllato lo specchietto sinistro e l’angolo cieco;
  • sorpassare vicino a un passaggio pedonale o appena prima di una curva leggera che riduce la visuale;
  • superare più veicoli in fila senza avere una “finestra” di rientro intermedia garantita;
  • usare la corsia d’emergenza per saltare la coda o sorpassare veicoli fermi;
  • confondere superamento e sorpasso: spostarsi a destra fuori corsia per “bruciare” un’auto è un sorpasso a destra e resta vietato.

Come decidere se sorpassare: la checklist in tre passi

Quando accompagno un neopatentato, propongo sempre questa sequenza:

  1. Valuta e prevedi: c’è visibilità piena per tutta la durata della manovra? La segnaletica consente il sorpasso? La velocità relativa è sufficiente a completare l’azione in breve tempo?
  2. Controlla e segnala: specchi, angolo cieco, freccia a sinistra con anticipo. Niente sorpasso se dietro è già in corso una manovra di un altro veicolo.
  3. Esegui e rientra: accelerazione progressiva, distanza laterale adeguata, rientro morbido dopo aver visto interamente il veicolo sorpassato nello specchietto interno, freccia a destra e cessazione del segnale dopo il rientro.

Se uno solo di questi requisiti non c’è, rimanda. È la scelta più intelligente.

E se le condizioni cambiano durante il sorpasso?

Può capitare: parte tutto bene e, mentre affianchi, sbuca un ostacolo o uno davanti frena forte. La priorità è interrompere il rischio, non “salvare” la manovra. Rilascia l’acceleratore, valuta il rientro dietro al veicolo che stavi superando segnalando con la freccia e, se serve, frena con decisione progressiva. Mai chiudere chi ti segue o buttarti a destra senza controllare: si moltiplicano i pericoli.

Formazione continua: perché ne vale la pena

Secondo le linee guida europee sul traffico stradale, la riduzione degli incidenti da manovre improprie passa da due leve: infrastrutture ben segnalate e guida consapevole. Sui cartelli non possiamo intervenire, ma sulla nostra attenzione sì. Ripassare periodicamente le regole del sorpasso, soprattutto se si guida poco o se si è cambiata auto (dimensioni, potenza e angoli ciechi variano), è un investimento di sicurezza. A Forlì, tra superstrade e provinciali, mi capita spesso di ricordarlo a chi accompagno: la differenza tra un sorpasso ben fatto e uno sbagliato è nei dettagli.

In conclusione: prudenza, metodo e rispetto della segnaletica

Il sorpasso non è un atto di “coraggio” ma di metodo: osservazione, segnalazione, esecuzione pulita. Le sanzioni — dalla multa alla decurtazione di punti, fino alla sospensione nei casi gravi — sono lì a ricordarci che l’errore non è solo un costo economico: è un rischio per tutti. Se hai dubbi, non sorpassare. Aspettare dieci secondi in più non ti farà arrivare tardi; un sorpasso sbagliato può cambiarti la giornata, e non in meglio.

Serena Bellini

Serena ha vissuto l'esperienza della scuola guida più volte, seguendo fratelli e amici come tutor informale. Si diverte a semplificare il Codice della Strada per chi lo trova ostico e scrive guide pratiche lette da molti neopatentati. Vive a Forlì con due gatti.