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Posso guidare con occhiali da sole? Attenzione a queste regole poco note dal codice

📅 22 Luglio 2026✍️ di Giulia Venturini⏱️ 7 min di lettura

La domanda torna spesso tra chi sta preparando l’esame di teoria e tra i neopatentati: gli occhiali da sole sono strumenti utili per ridurre l’abbagliamento, ma vanno scelti e usati con criterio. La normativa non li vieta, tuttavia impone che la capacità visiva alla guida rimanga adeguata in ogni momento e che eventuali prescrizioni riportate sulla patente siano rispettate. Da questa premessa discendono alcune regole pratiche, poco note ma decisive, che evitano equivoci ai controlli e, soprattutto, mantengono alta la sicurezza.

Cosa prevede la normativa italiana ed europea

Il Codice della strada non contiene un divieto esplicito riguardo all’uso di occhiali da sole durante la conduzione del veicolo. Il principio generale è che il conducente debba avere sempre il pieno controllo del mezzo e un’adeguata percezione dell’ambiente, inclusa la corretta identificazione di segnali e semafori. Questo si traduce nell’obbligo di rispettare i requisiti visivi minimi indicati dalla normativa nazionale e dalle direttive europee in materia di idoneità alla guida.

La Direttiva 2006/126/CE prevede, per le patenti di categoria A e B, un’acuità visiva binoculare non inferiore a 0,5 (in decimali), con o senza correzione. Se per raggiungere tale valore è necessaria una correzione ottica, la prescrizione viene annotata sulla patente attraverso codici unionali armonizzati. In Italia, la visita medica al conseguimento o al rinnovo della patente certifica il requisito visivo; eventuali ausili obbligatori vengono riportati come limitazioni.

Resta fermo che gli ausili non devono, a loro volta, compromettere la visione alla guida. Gli occhiali da sole sono ammessi quando garantiscono un’adeguata trasmissione luminosa e non alterano il riconoscimento dei colori semaforici. Tale idoneità è trattata dalla norma tecnica EN ISO 12312-1:2013/A1:2015, che classifica i filtri solari per uso generale e indica quali sono “adatti alla guida” in funzione della categoria di filtro.

I codici sulla patente che riguardano la vista

Sulla patente, il codice “01” indica l’obbligo di correzione o protezione della vista. Le sottocategorie più ricorrenti sono:

  • 01.01: obbligo di occhiali da vista;
  • 01.02: obbligo di lenti a contatto;
  • 01.03: occhiali protettivi (ad esempio, dispositivi con caratteristiche particolari di protezione);
  • 01.06: occhiali o lenti a contatto (possibilità di scegliere uno dei due).

Se è presente 01.01, il conducente deve guidare con occhiali diottrici. Gli occhiali da sole “senza diottria” non soddisfano la prescrizione. In questo caso, la soluzione corretta è utilizzare occhiali da sole graduati o un sistema clip-on applicato su occhiali da vista, purché la combinazione non riduca la visione sotto i requisiti minimi e sia idonea alla guida.

Con 01.02, è obbligatorio guidare con lenti a contatto. È ammesso, ovviamente, aggiungere un paio di occhiali da sole non graduati sopra le lenti a contatto, purché idonei per la guida. Non è invece consentito sostituire le lenti a contatto con occhiali diottrici.

Con 01.06, si può scegliere di volta in volta se usare occhiali diottrici o lenti a contatto. Anche qui, se si desiderano occhiali da sole, occorre rispettare l’idoneità alla guida: occhiali da sole graduati se si guida con occhiali; occhiali da sole neutri se si guida con lenti a contatto.

Il rispetto delle prescrizioni sulla patente è oggetto di controllo su strada. In caso di irregolarità, si applicano le sanzioni previste per l’inosservanza delle limitazioni di guida, con possibili riflessi anche in ambito assicurativo qualora l’inadempienza incida sulla dinamica di un sinistro.

Filtri solari e idoneità alla guida: categorie, colori e trattamenti

La norma EN ISO 12312-1 classifica i filtri solari in cinque categorie in base alla trasmittanza luminosa visibile (VLT, Visible Light Transmission). La categoria determina quando il filtro è compatibile con la guida, in particolare di giorno e, separatamente, nelle ore crepuscolari o notturne.

Categoria VLT indicativo Condizioni d’uso tipiche Idoneità alla guida
0 80–100% Luce molto bassa, uso interno Idonei anche al crepuscolo/notte
1 43–80% Luce attenuata, cielo coperto Idonei di giorno; sconsigliati di notte
2 18–43% Luce media Idonei di giorno; non adatti di notte
3 8–18% Luce intensa, estate Idonei di giorno; non adatti di notte
4 3–8% Luce estrema, alta quota, ghiaccio/neve Non adatti alla guida

I filtri di categoria 4 sono destinati a condizioni estreme e riportano in etichetta l’avvertenza “non adatti alla guida”. Per l’uso quotidiano al volante, le categorie 2 e 3 sono le più frequenti in pieno giorno; la categoria 1 può risultare utile con cielo velato o nelle ore di transizione, ma resta sconsigliata dopo il tramonto.

Quanto ai colori, i filtri grigi, marroni e verdi sono i più equilibrati: riducono la luminosità senza alterare in modo rilevante la percezione cromatica, requisito cruciale per distinguere correttamente il rosso, il giallo e il verde dei semafori. Tinte molto sature o particolari (blu, viola, rosso intenso) possono compromettere il riconoscimento dei segnali e non sono consigliate per la guida.

Le lenti polarizzate riducono efficacemente i riflessi provenienti da superfici bagnate o lucide, migliorando il comfort visivo. Tuttavia, possono creare interferenze con alcuni display LCD o con i sistemi head-up display, attenuandone la leggibilità. È opportuno verificarne la compatibilità con il proprio cruscotto.

Le lenti fotocromatiche variano la loro trasmissione in base alla quantità di radiazione ultravioletta. In auto, il parabrezza filtra buona parte degli UV: di conseguenza, molte lenti fotocromatiche si scuriscono poco, risultando talvolta meno efficaci nelle ore più luminose. Esistono versioni ottimizzate per l’abitacolo, ma la risposta dipende dal modello e conviene una prova pratica prima dell’acquisto.

I trattamenti antiriflesso e idrofobici migliorano la nitidezza e la pulizia della lente, soprattutto quando si guida al buio o sotto la pioggia. Sono accessori non obbligatori ma consigliabili per chi percorre molti chilometri.

Luce, meteo e contesto: quando usarli e quando toglierli

La decisione di indossare o meno gli occhiali da sole va tarata sul contesto reale di guida.

  • Pieno giorno, sole alto: categorie 2 o 3, con colore neutro (grigio, marrone, verde). In montagna o su neve, preferire il 3; evitare il 4 alla guida.
  • Alba e tramonto: la bassa inclinazione del sole aumenta l’abbagliamento e i controluce. Un filtro di categoria 1 o 2 può aiutare, ma va tolto quando la luminosità scende rapidamente.
  • Notte e gallerie: gli occhiali da sole non sono appropriati. Occorre massimizzare la trasmissione luminosa; al limite, lenti incolore con trattamento antiriflesso.
  • Pioggia intensa, nebbia, neve in città: la priorità è la percezione di contrasto e dettaglio. Evitare filtri scuri; mantenere puliti parabrezza e fari ha un effetto spesso superiore a qualsiasi lente.
  • Superfici bagnate e riflessi: la polarizzazione può migliorare il comfort, purché non comprometta la leggibilità dei display del veicolo.

Un aspetto operativo spesso trascurato riguarda la transizione tra esterno ed ambienti ombreggiati. In ingresso a una galleria breve o molto illuminata si può non avvertire un calo netto di visibilità, ma l’adattamento visivo richiede comunque qualche secondo. Anticipare la rimozione degli occhiali o usare un filtro più chiaro riduce il rischio di sottostimare distanze e velocità.

Sanzioni, responsabilità e prassi di controllo

In caso di controllo, gli organi di polizia verificano le prescrizioni riportate sulla patente. Se è presente il codice 01 e il conducente non utilizza l’ausilio richiesto (ad esempio, guida senza occhiali diottrici quando obbligatori), scatta la sanzione amministrativa prevista per l’inosservanza delle limitazioni. Non è, invece, normalmente oggetto di contestazione il semplice uso di occhiali da sole, purché idonei alla guida e non tali da ostacolare la visione.

In ambito assicurativo, l’inosservanza di una prescrizione di guida può emergere nella ricostruzione del sinistro. L’uso di un filtro non idoneo, se correlato a un errore percettivo, potrebbe avere rilievo nella valutazione delle responsabilità. Per questo è prudente conservare la documentazione d’acquisto e l’etichetta del prodotto, sulla quale sono riportate categoria del filtro e conformità alla norma tecnica.

Un ultimo richiamo riguarda la manutenzione: lenti graffiate o sporche riducono il contrasto e aumentano i riflessi parassiti. È buona pratica pulire regolarmente gli occhiali con prodotti adatti e sostituire le lenti danneggiate.

Suggerimenti operativi per allievi e neopatentati

  • Controllare l’etichetta: cercare la marcatura CE e la conformità alla EN ISO 12312-1; verificare la categoria del filtro e l’idoneità alla guida.
  • Rispetto dei codici 01.x: se è prescritto l’uso di lenti correttive, scegliere occhiali da sole graduati o usare clip-on su occhiali diottrici; con 01.02, mantenere le lenti a contatto e aggiungere occhiali da sole neutri se necessario.
  • Preferire colori neutri (grigio, marrone, verde) per preservare la percezione dei colori dei segnali.
  • Evitare filtri categoria 4 alla guida; limitare l’uso della categoria 3 alle ore di piena luce; rimuovere gli occhiali entrando in galleria o con il calare della luminosità.
  • Verificare la compatibilità delle lenti polarizzate con i display del proprio veicolo.
  • Curare la pulizia di lenti, parabrezza e specchi: l’effetto complessivo sulla visione è significativo.
  • Tenere in auto una custodia rigida e, se necessario, un secondo paio di occhiali (graduati o neutri) per gestire i cambi di luce.
  • In caso di dubbi su diottrie o scelte tecniche, richiedere una valutazione optometrica e domandare esplicitamente l’idoneità del filtro alla guida.

Da Milano, Giulia Venturini segue da vicino le incertezze dei primi chilometri e le traduce in istruzioni chiare. La sua esperienza in autoscuola le ha insegnato che la differenza, spesso, la fanno i dettagli: un’etichetta letta con attenzione, un paio di occhiali scelto con criterio, l’abitudine a toglierli in galleria. La guida sicura nasce da gesti semplici, eseguiti con metodo.

Giulia Venturini

Giulia ama raccontare la vita quotidiana degli aspiranti guidatori. Ha passato anni come istruttrice in una piccola scuola guida di provincia e conosce tutte le ansie e le soddisfazioni di chi affronta il primo esame di teoria. Scrive da Milano e si dedica spesso a spiegare le novità legislative in modo semplice.