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Codice Stradale

Divieto di sorpasso in presenza di strisce discontinue: quando si può davvero superare

📅 27 Luglio 2026✍️ di Luigi Spadoni⏱️ 6 min di lettura

Ti è capitato mille volte: strada a doppio senso, striscia centrale discontinua, davanti un’auto lenta. Il piede scalpita, ma la domanda resta: puoi davvero sorpassare o rischi una multa (e guai peggiori)? Ti capisco. Sono cresciuto in officina, poi ho macinato chilometri su camion e in corsi per conducenti: sulle nostre strade italiane, la linea tratteggiata non è un lasciapassare automatico. È solo il primo semaforo verde di una serie. Vediamo insieme come decidere in modo rapido e sicuro.

Il problema concreto: il dubbio che blocca la manovra

Tu guardi l’asfalto: la linea è spezzata, quindi si può passare. Ma poi scorgi una curva lontana, un incrocio, un furgone che forse gira a sinistra. E se parte qualcuno dal senso opposto proprio mentre esci? La verità è che il Codice della Strada (art. 148) ti consente il sorpasso solo se tutte le condizioni di sicurezza ci sono, non se una riga sull’asfalto “sembra” dire sì.

Io questo l’ho capito più volte dietro a un volante pesante. In Romagna, su una provinciale dritta come un fuso, ho visto colleghi mettersi a superare con la linea tratteggiata salvo poi trovarsi un trattore che sbucava da un campo. Striscia discontinua o meno, la manovra andava rinviata.

Cosa dicono davvero le strisce discontinue

La segnaletica orizzontale ti parla, ma va tradotta bene.

Striscia discontinua al centro: puoi oltrepassarla per sorpassare o svoltare, se ogni altra condizione lo permette.

Striscia continua: non la oltrepassi. Punto. Se è al centro e dalla tua parte è continua, niente sorpasso né invasione della corsia opposta.

Linea mista (continua da un lato e discontinua dall’altro): conta quello che vedi dalla tua parte. Se per te è continua, vietato oltrepassarla anche se chi arriva dall’altro lato potrebbe farlo.

Doppia continua: divieto totale di oltrepassare da entrambe le direzioni.

Ricorda: la linea sull’asfalto autorizza il passaggio di corsia, ma il diritto a sorpassare nasce solo se non c’è un segnale di divieto e se le condizioni reali della strada sono favorevoli.

I criteri decisionali, uno per uno

Quando valuti se sorpassare con striscia discontinua, metti in fila questi criteri. Funzionano anche a 90 km/h, se hai l’abitudine di controllarli in sequenza.

1) Segnaletica verticale: se c’è il divieto di sorpasso, fine della discussione. Vale più della riga a terra. Attenzione anche a limiti di velocità temporanei e segnali di pericolo (curve, dossi, cantieri).

2) Visibilità: curva, dosso, vegetazione, camion parcheggiato? Se non vedi abbastanza lontano da completare manovra e rientro senza costringere nessuno a frenate brusche, rinuncia.

3) Traffico opposto: valuta il flusso in arrivo. Non basta “adesso non c’è nessuno”. Chiediti: tra tre secondi, quando sarò affiancato, cosa può arrivare?

4) Velocità relativa: se la differenza con il veicolo da superare è minima, la manovra durerà troppo. Se per guadagnare 10 km/h resti esposto a lungo in corsia opposta, non è un buon affare.

5) Spazio di rientro: non sorpassare se davanti al veicolo che superi non hai una “tasca” chiara dove rientrare senza tagliare la strada. Code a fisarmonica e colonne spezzate sono trappole classiche.

6) Utenti vulnerabili: ciclisti, monopattini, pedoni in zona. Anche con striscia discontinua, serve una distanza laterale generosa e margini extra. Se non c’è spazio, aspetta.

7) Condizioni meteo e fondo: pioggia, buche, brecciolino? Aderenza giù, spazi di arresto su. Il sorpasso diventa più lungo e incerto.

8) Il tuo mezzo: potenza, carico, prontezza. Con un’auto piccola, due passeggeri e salita, la progressione potrebbe non bastare. Da ex meccanico: se la ripresa non è immediata, la manovra si allunga e i rischi esplodono.

9) Segnali di manovra altrui: freccia sinistra del veicolo davanti, bus accostato con freccia, trattore che si allarga per svoltare. Se uno sta per impegnare la tua traiettoria, il sorpasso è fuori discussione.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

Vediamoli, perché li vedo ogni settimana.

– Confondere linea discontinua con “permesso sempre”. No: è solo condizione necessaria, non sufficiente.

– Sorpassare vicino a incroci “aperti”. Se non sei su strada a precedenza o in rotatoria, il sorpasso in prossimità dell’incrocio ti espone a chi immette o svolta.

– Rientrare corto. Tagliare davanti al veicolo superato costringendolo a frenare è non solo maleducato, ma rischioso e sanzionabile.

– Sorpassare in scia a un altro sorpasso. Il veicolo davanti ti copre la visuale: se lui ce la fa, non è detto che tu abbia lo stesso spazio.

– Ignorare il carico. Con bagagliaio pieno o passeggeri, l’auto allunga l’operazione. Calcola margine extra o rinuncia.

– Dimenticare la freccia. Segnalare con anticipo la manovra e il rientro non è un optional: aiuta chi segue a capire e ti protegge.

I casi particolari che ti fregano

Intersezioni: sorpasso vietato in prossimità, salvo eccezioni (rotatorie, strada con diritto di precedenza ben segnalato). Se non sei certo di avere precedenza, non superare.

Attraversamenti pedonali: se un veicolo è fermo per far passare pedoni, non superarlo. Anche con striscia discontinua, rischi di investire chi attraversa schermato.

Linee miste: se dalla tua parte è continua e dall’altra discontinua, il divieto vale per te. Capita spesso su dossi o curve lievi: la linea è studiata per chi arriva, non per te.

Canalizzazioni e frecce di corsia: se le frecce ti instradano e separano flussi, non usare il tratto tratteggiato per scavalcare a caso. Le corsie indicano traiettorie obbligate.

Veicoli lunghi: sorpassare autobus o autoarticolati richiede più strada e più tempo. Sulle nostre provinciali strette, spesso non conviene nemmeno provarci.

Zone di cantiere: segnaletica provvisoria, spazi ridotti, operai a bordo strada. Anche con striscia discontinua residua, la prudenza vale doppio.

Un aneddoto su cui riflettere

Su una statale fra Forlì e Cesena, linea discontinua e giornata tersa. Un allievo dei corsi per mezzi pesanti stava per superare un furgone. Gli ho fatto spegnere la freccia: cinquanta metri più avanti c’era l’ombra di un raccordo agricolo. Il furgone ha messo la sinistra all’ultimo ed è entrato. Striscia tratteggiata, ma manovra che andava rimandata. Morale: le strade italiane sono piene di immissioni “nascoste”. Se non le conosci a memoria, resta conservativo.

La mia posizione netta

Se fossi al posto tuo, con striscia discontinua supererei solo quando contemporaneamente:

– non ho segnale di divieto o altre prescrizioni che lo impediscono;

– vedo la strada completamente libera per tutto il tempo necessario a uscire, affiancare e rientrare;

– ho uno spazio di rientro certo davanti al veicolo che sto superando;

– la differenza di velocità mi consente di stare poco tempo in corsia opposta;

– le condizioni meteo e del fondo non allungano gli spazi di frenata;

– non ci sono intersezioni, accessi o ostacoli ravvicinati.

Se anche uno solo di questi punti vacilla, rinuncia e resta in fila. È la scelta professionale, quella che fa arrivare puntuali e interi. Le sanzioni per un sorpasso irregolare non sono leggere, ma soprattutto il rischio reale è mettersi di traverso con chi arriva dall’altro lato.

Checklist operativa finale

  • Segnali verticali: nessun divieto di sorpasso o prescrizione contraria.
  • Orizzontale: la linea dalla tua parte consente l’oltrepasso (discontinua, non continua).
  • Visibilità: strada libera per l’intera durata della manovra, senza curve o dossi in avvicinamento.
  • Traffico opposto: nessun veicolo in arrivo a distanza critica.
  • Differenza di velocità: sufficiente a ridurre il tempo in corsia opposta.
  • Spazio di rientro: tasca davanti al veicolo superato già individuata.
  • Utenti vulnerabili: assenti o adeguata distanza laterale garantita.
  • Meteo e fondo: aderenza buona, niente buche o ghiaia nella traiettoria.
  • Mezzo e carico: motore pronto, nessun fattore che allunghi la manovra.
  • Freccia, specchi, colpo d’occhio: segnala, controlla dietro, rientra morbido.

In definitiva: la striscia discontinua è un invito a valutare, non un ordine a sorpassare. Decidi con metodo, come farebbe un professionista. Così la manovra diventa un gesto pulito e sicuro, e tu arrivi dove devi senza storie.

Luigi Spadoni

Luigi ha iniziato come meccanico prima di appassionarsi al mondo dei veicoli a motore e delle regole stradali. Ha partecipato a corsi per conducenti di mezzi pesanti e spesso racconta aneddoti dalle sue esperienze sulle strade italiane. Scrive con ironia e grande precisione.